martedì 31 dicembre 2013

di Pinocchi, e bambini e librai

Collodi riportava una espressione che adoro: bazzicava compagni monelli.

Salutiamo il duemilatredici, questo è stato un anno di saluti, eppure, ogni volta che esce un nuovo libro di fiabe, ogni volta che ci si indigna per qualche sgarbo fatto all'Altezza dell'Infanzia, ogni volta che esce qualcosa che parla del potere del narrare, a tutti noi verrebbe da alzare la cornetta e chiamare qualcuno che non ci ricordiamo di aver salutato.
Potete raccontarmi qualsiasi cosa, ma io ho la sensazione che questo nostro compagno monello sia entrato in tutti i volumi di Pinocchio che vengono sfogliati nelle strade del mondo, con quella sua bella convinzione che "se anche la storia è vecchia, il bambino è nuovo", ed ha bisogno di imparare quella libertà, quella forza delle proprie convinzioni, quella capacità di ammettere l'errore, e la possibilità di essere sempre e comunque riconosciuto bambino, persona. Non farò l'elenco dei mille motivi per cui era straordinario, perchè a noi piaceva che fosse testardo come Pinocchio, perché manca il suo ripetere a volte le cose, capace di fare il pari con una rara attitudine all'ascolto. Perché le persone sono persone complete, come Pinocchio, capaci di camminare nel mondo e combinarne di ogni e magari non diventare Vicerè delle Indie, ma andarci vicino, che se ora mi chiedessero chi è il Vicerè delle Indie risponderei certo Roberto.
E così per fine anno Clichy ci fa il gran regalo di questa nuova edizione di Pinocchio, con le tavole straordinarie di Leo Mattioli, un viaggio nella storia dell'arte, tanti sono i riferimenti, dove alla fine ti prendono per mano Fabian Negrin e Giorgia Grilli, cosa che avrebbe deliziato il nostro libraio, per guidarci in un viaggio metafisico, come scrive Livio Sossi, e se poi volete entrare nel mondo di Collodi si tende invece la mano di Carlo Lapucci fra geografie reali, linguistiche e del fantastico.

è bello, iniziare il duemilaquattordici così.
è bello come iniziare con una nuova aurora.
è bello come iniziare con parole guida.
Leggetelo a voi stessi, a qualcuno che amate, a un nuovo bambino.
Troverete un libro salvifico quanto una fiaba, che vi dirà che dovreste "salvarvi da quelli che non hanno fame", ma che nel mondo troverete sempre qualcuno a darvi fiducia, e che per iniziare a vivere davvero non è mai tardi.

Inizia un nuovo anno: leggetelo al vostro 2014, i lettori sono vecchi, hanno qualche segno in più o qualche centimetro in più o in meno, ma l'anno, signori, è nuovo.
Buon anno, a tutti.

domenica 8 dicembre 2013

Ridisegnare il mondo. Bambini e critica sociale.

Continuiamo, testardi e ostinati, a pensare i libri per bambini come luoghi che ospitano la crescita della società, e ci chiediamo: come portare la critica sociale ai bambini?"

C'è un filo rosso che guida i pensieri di chi vi scrive in questo giorni dal
Salon du Livre Jeunesse di Montreuil (Parigi), un filo che si lega in modo indissolubile al nostro lavoro: quel futuro dei bambini, che spesso rimbalziamo in libri, in nuovi media, persino in poesia.
Al Salon du Livre Jeunesse il mio filo rosso univa le lettere di queste parole "Continuiamo, testardi e ostinati, a pensare i libri per bambini come luoghi che ospitano la crescita della società, e ci chiediamo: come portare la critica sociale ai bambini?"
Il filo diviene un punto di domanda, il filo dei pensieri prende la voce di Alain Serres lunedì, lo straordinario autore e editore di Rue du Monde, casa editrice nata con lo scopo di fornire ai bambini "libri per interrogare e immaginare il mondo", e ospite di una parte molto importante de la Fête de l'Humanité a settembre. Alain comincia a parlare, intervistare,  ascoltare. Ha la capacità straordinaria di ascoltare chiunque gli si avvicini. È con un pezzetto di quel filo rosso che comincia: e se ridisegnassimo il mondo? Guarda il pubblico con lo stupore perfetto di chi crede che niente è tutto siano possibili e impossibili allo stesso modo. 
Inizia con parole che prenderei a manifesto, prosegue leggendo proprio un pezzetto del nuovo libro di Daniel Picouly, illustrato da Nathalie Novi, intitolato appunto E se ridisegnassimo il mondo? . Alain ha la stessa voce delle sue interviste, emozionata e ridente e combattiva. Sul nuovo numero di Citruille, il giornale delle librerie indipendenti per ragazzi francesi: 
"Leggere è la grande via di fuga dall'odio e dall'ignoranza, uno stimolo determinante per lo spirito critico di un paese e certamente un fertilizzante ideale per il giardino della nostra fragile umanità". 
Terra giardino, quella di Alain, L'immagine si impiglia negli occhi,  si mischia alle parole di Sébastien Sihr , del sindacato insegnanti francese, giovane, con la voglia di lottare e costruire, con il sano pragmatismo di chi conosce le istituzioni .
"Dobbiamo smettere di percepire la scuola come distante dalla realtà, la scuola è parte della società, i concetti che si imparano a scuola sono quelli che attraversano tutta la società, e nei libri troviamo un supporto per la grande ricchezza di temi che noi insegnanti ci troviamo a affrontare. Nei programmi scolastici a partire dal 2002 sono stati inseriti un numero di testi di letteratura jeunesse, in questo modo alla  letteratura per ragazzi è stato riassegnato il posto importante di contenitore del patrimonio comune." 
Alain Serres in veste di moderatore introduce come la critica sociale venga anche attraverso i giovani autori e illustratori, portatori involontari di modelli differenti da quelli della precedente generazioni,portatori di modelli nuovi, forti, nuovi modelli di famiglia per esempio, e cita E con tango siamo in tre( in italia pubblicato da Junior), curioso osservare come la copertina francese riporti un bollino franco e efficace nel presentare il libro con la seguente scritta "un papà pinguino +un papà pinguino+un piccolo pinguino= 3". Scatta la domanda di Alain Serres(e viene da pensare che ai dibattiti fra esperti finalmente qualcuno non ha paura di fare domande che possano risultare precise o scomode), con lo sguardo limpido Alain chiede cosa sia oggi la laicità, se qualcosa di morto o se qualcosa di davvero vivibile. Sihr sorride, la laicità deve essere un'apertura, non un limite,  a questo punto interviene Jaques Bernardin del Groupe  Français d'Education Nouvelle "I libri sono il luogo che contiene l'esperienza del mondo, i libri devono prendere posizione, essere partigiani, resistenti, devo pensare che un libro
mi parli, che mi sia di supporto, che sia metafora dell'arcaico e al tempo stesso mi permetta di parlare dei problemi: la vera laicità è dare alle generazioni che arrivano la possibilità di costruirsi un punto di vista, anche diverso da quello delle precedenti generazioni. Non possiamo continuare a costruire un mondo di cittadelle protette, un mondo fatto di confini. È un gioco democratico quello che si pone davanti a noi: i bambini sanno fare la differenza, la prima cosa che provano a vedere quando un educatore li coinvolge in laboratori è se questi sono spazi sicuri, e stiamo parlando di veri spazi di libertà, questo è lo scopo, far si che spazi come la classe siano luoghi di vera discussione. Fino a che non capiranno se quello spazio di libertà è sicuro i bambini vi parleranno dicendo che "c'è qualcuno che la pensa così" , senza mai esporsi, siamo noi che dobbiamo creare un luogo sicuro perchè si sentano liberi di affermare il proprio pensiero. "
Alain riprende il nostro filo " Siamo autori, siamo illustratori, editori, tutto questo che dite è quanto ci conferma la responsabilità nel nostro fare" ora si gira verso Zaü, grande illustratore francese, e chiede "Con che delicatezza ti poni di fronte all'infanzia?" . Zaü parla, parla del suo uso del colore per far sì che nel libro si crei quella magia che rende il racconto sul reale ancor più emozionante del reale, di quanto sia importante pensare un libro (molte
delle opere di Za
ü si muovono a metà fra narrazione e divulgazione)  e pensarlo perchè a tutti i bambini arrivi in prodotto qualitativamente alto: questa è un'idea cardine del creare la vera uguaglianza.
Ad ogni livello del nostro incontrare i bambini dovremmo essere pedagogisti attivi e creativi , capaci di una lettura dell'attualità con una prospettiva storica, ma soprattutto come pedagogisti ma come in generale persone dobbiamo chiederci in fondo ogni giorno perché abbiamo deciso di vivere insieme. 
E il cuore del discorso di chiusura di Sihr e Bernardin è proprio questo, leggere ai bambini il numero più vario e possibile di storie di grande qualità, trasmettere loro una prospettiva storica, nel suo ampio senso del termine, una storia come un qualcosa di già accaduto e confrontabile, qualcosa che porti ognuno di noi alla vera critica sociale, il chiederci ogni giorno, in ogni azione in cui andiamo a fare, interagire, influenzare la vita dell'altro perché abbiamo deciso di vivere insieme. La critica sociale nasce da questo, dalla volontà di cambiare le condizioni del vivere insieme, nella capacità di ripensare una collettività capace di ripartire, approfittando di questo momento percepito come crisi per ridefinire le priorità. Per ridisegnare il mondo. 
E il mondo ridisegnato parte proprio da qui, dal bambino che sa leggere gli animali, o essere gli occhi della terra di Zaü, che con pochi tratti è capace di pensare il mondo, di darvi una chiave per leggerlo e riportarlo al bambino che lo guarda con voi. 

Ridisegnare fra cartaceo e digitale
Da persone come gli "ingegneri pedagogici" di Tralalere che con l'emozione negli occhi al piano superiore del Salone dove si svolge il Mïce, il Marché International et Interprofessionel de la Création pour Enfants, e raccontano nuovi progetti e sono gli stessi capaci di costruire i molti progetti per ridisegnare il mondo ogni giorno  che negli ultimi anni hanno creato ( provate ad andare a testare per esempio la vostra capacità di fare scelte sostenibili su ' potete anche farlo on line, piccolo esempio di democrazia) , o dai progetti presentati lo scorso anno al Mice dal Salon che molto anno di democratico e partecipativo. Toglietevi dalla testa il pregiudizio che i mezzi digitali siano isolanti, che manchino di partecipazione , che non facciano che isolare ulteriormente i ragazzi, e gli adulti: come sempre è il modo che fa l'abitudine. Se l'impressione è che i ragazzi tendano a chiudersi, la testa china sull'apparecchio di turno, magari in una età come quella adolescenziale in cui la socialità è al tempo stesso bisogno e sfida continua, è della generazione che gli ha dato la possibilità di avere questo mezzo fra le mani pensare delle possibilità invece di continuare ad avversare quella stessa tecnologia. Il salone lo scorso anno ci aveva presentato ben tre possibilità, anche quest'anno a disposizione dei visitatori di ogni età (va detto che il salone non essendo fiera di settore è aperto a chiunque), un tablet XXL, un Juke-box Ado e la BiblioConnection,  per chi volesse saperne di più rimando al post di Caterina Ramonda per Biblioragazzi. 
Uno degli editori che più si sono spesi nel lavorare con digitale commissionando progetti a  Tralalere sono Les editions de Bracques , ed è bello vedere che chi pensa con gli occhi in avanti al futuro del supporto per le narrazioni che realizza (le app sono anche in allegato al libro) dall'altro lato si prodighi a stampare quelli che sono dei punti di partenza per parlare coi bambini: uno dei libri di punta al salone di quest'anno è una sorta di piccola conversazione con Albert Jacquard,(qui trovate il bel ricordo di lui fatto a settembre da Latouche su comune.info) anzi un piccolo manuale di humanisme ad uso dei bambini come dice il sottotitolo, intitolato Dis-moi, Albert... grande quanto il palmo di una mano. 






Ridisegnare il mondo - luoghi comuni 
Poco più avanti un'altro stand che è un piccolo appuntamento annuale, le visioni, materiche o fotografiche, di Passage Pietons Edition. Una parte dei loro libri è da toccare, in scatole piccole, in contenitori da sigari, in carte particolari, altri invece colpiscono per la semplicità della veste, una collana discreta, che aperta, in un albo venti per venti, conserva la forza di un'inchiesta giornalistica. Spaziano, dallo stereotipo di genere al femminile alla convivenza umana. Complice questo filo rosso che guida il mio sguardo apro La terre est un seul pays. Il formato alterna fotografie evocative e fotografie tipiche del giornalismo d'inchiesta, la grafica si comporta allo stesso modo, frasi uniche intervallate da brevi brani. La resa è unica, la carta non patinata, la stampa volutamente povera ne fanno qualcosa che colpisce sino allo stomaco, sia che prendiate questo libro sul nostro esistere sulla terra che un 'altro di questi luoghi comuni, così è stata chiamata la collana.

Ridisegnare il mondo - coltivare giardini
Filo rosso guida i passi, per poi rincontrare i libri di Rue du monde, perdersi nella ricchezza di un catalogo capace davvero di portarti per le strade del mondo con la voglia costruire partecipazione e riaffermare diritti fondamentali. Una casa editrice che ha fatto proprio un lavoro di crescita del cittadino, senza ascoltare le voci sulle mode del mercato, ma capendo che è continuando a portare storie che diano la possibilità di immedesimarsi al bambino potremo crescere cittadini capaci di ascoltare, di comprendere nel senso etimologico del termine, del vivere se stessi e l'altro. Vi racconterei tre libri che oltre a quelli di Zaü e di Picouly-Novi mi hanno preso gli occhi. 
  Partir è la storia di un uccellino che ad un certo punto è scaraventato via dalla sua casa, dalla sua terra a causa di una catastrofe naturale:si ritrova in una terra sconosciuta, additato come straniero, senza capire nulla della lingua del paese che lo ospita: vive lo spaesamento del migrante. Il secondo è un libro di Clotilde Perrin dal titolo Au même instant sur la terre..un libro costruito a fisarmonica: 24 piegature vi raccontano la breve storia di 24 bambini: ogni storia accade in questo momento, ogni storia avviene però ad un'ora diversa del giorno. Se lo mettete su un piano e congiungete i due lati potrete fare un giro del mondo che vi racconta cosa sta accadendo: magia, siete in libro che vi racconta i fusi orari, ed anche questo è imparare a togliere la prospettiva egocentrica a cui siamo abituati. Il terzo è un libro che mi ha ricordato un esperimento cinematografico di una decina di anni fa, Film parlato, ed è intitolato Le livre qui parlait toutes les langues: la storia ad ogni pagina è narrata in francese ed in un'altra lingua, venti lingue raccontano insieme al francese questa storia al bambino, venti lingue raccontano una storia sulle storie, mischiando suoni ma soprattutto rendendo nel visivo la ricchezza della pluralità dei codici e della loro trascrizione. Viaggiare insieme è scoprire della stessa cosa lati diversi, se volete questo libro raccontato con altri occhi e in modo più approfondito è di nuovo qui a Biblioragazzi il nostro collegamento. Vi anticipo solo lo sguardo di denuncia in una tavola fatta per un articolo di giornale del suo illustratore, Fred Sochard. 
Volete una poesia? Laurent Corvaisier ha illustrato Il y a, poesia manifesto, parole di pace e denuncia di Apollinaire.

Ridisegnare il mondo è far rivivere il reale - luoghi per raccontarlo
Ridisegnare il mondo in quella prospettiva storica è prima di tutto insegnarlo. Lo è nella capacità di creare luoghi che per esempio ricordino la storia sociale densa di costruzioni collettive di una nazione.
Girando per Parigi potete incontrare una realtà ancora fortemente colonialista del Quai Branly, che pur essendosi di molto spogliato dell'impronta che aveva quando le sue collezioni era parte del Museo dell'uomo continua a puntare all'affascinazione dell'esotico (emblematica la differenza fra l'impostazione del Museo e la mostra sul rapporto fra Kaniak e immagine coloniale che ospita in un'ala in questi giorni). Dal 2009 però potete anche visitare quella che invece è una realtà di narrazioni sociali importanti: il Museo dell'Immigrazione della Porte Dorée
Nella parte dell'esposizione fissa salite una scala che vi racconta in una linea temporale la storia delle migranze e del concetto di cittadinanza in Francia, Arrivati al piano incontrate oggetti che vi iniziano a raccontare vite, storie, fotografie, pannelli luminosi che con un ottimo uso del materiale multimediale attraversano tutti i temi in cui si dividono le sale: dall'emigrare alle nuove sistemazioni, dal lavoro alla vita quotidiana, da una terra che accoglie a una Francia ostile. Persino on line potete visitare questi percorsi, o scegliere la risorsa che più vi sentite possa raccontarvene, i poster, le installazioni, gli oggetti, la fotografia, le cartoline, le vignette...



Vi viene offerta anche ricca offerta di proposte pedagogiche per vivere e visitare il museo. Dai piccoli ai giovani adulti, tutti percorsi ricchi e differenziati per tematiche e risorse che potete scaricare anche direttamente dal sito In una di queste parti potete anche scaricare alcune ottime bibliografie e filmografie sulla migranza.
Al piano inferiore una bella libreria e una mediateca con un settore ragazzi ampio, ben organizzato, dove i bambini possono fermarsi a leggere per tutto il tempo che vogliono, dove l'accesso agli audiovisivi è pensato anche alla loro misura, dove si trovano piccole perle di editori scelte con cura. È il caso ad esempio di un libro che rimane dentro come Sans Papier delle edizioni Escabelle, ora non più commercio. L'intuizione grafica è geniale, la bambina protagonista col papà di questo racconto è un'ombra, come lo sono i sans papier, un'ombra con una storia di illusione, di ferite, di perdita, con una voce bambina che racconta il suo nuovo sentirsi parte di una comunità, quello che impara a scuola, e i ciliegi e la vita e la morte delle poesie di Prevert. Una bambina che un giorno viene presa a scuola, portata al commissariato dove hanno portato il padre è messa su un aereo. Un po' come sembra accadere ai personaggi di Cécile. Il futuro è per tutti di Marie-Aude Murail (Giunti) finché non arrivano insegnanti come lei, o personaggi  belli come il ragazzo che le appare accanto, pronti a fermare tutto questo.
sans papiers - fotografie e bd a confronto
La mediateca offre punti internet, spazi con audiovisivi, riviste, una raccolta di poster, aree curate e materiale gratuito. Come spesso accade in Francia anche la parte delle graphic novel e del fumetto è ampia, il settore bande dessiné ricco di spunti, con un ottimo reparto di saggi sul rapporto fra immaginario e realtà sociale. Ed arriviamo alla seconda parte  delle esposizioni, la mostra temporanea è dedicata proprio a questo, al rapporto fra fumetto e immaginario di migranza: Albums des histories dessinées entre ici et ailleurs. Bande dessinée et immigration 1913-2013 Nell'approccio a questa mostra, fortemente pratica e pensata, quelle che si fondono sono storie immaginarie e reali, sono le storie di vita dei fumettisti, immigrati loro stessi. Più di quattrocento tavole, che spaziano dai creatori di Asterix a Shaun Tan, sono storie di vita, storie di vita da condividere, quelle dei genitori, dei nonni, fra i più conosciuti in mostra le tavole di Marjane Satrapi, ma anche il fumetto di uno spaccato di storia italiana-istriana Palacinche - Storia di un’esule fiumana (in Italia edito da Fandango Libri), scritto daCaterina Sansone e Alessandro Tota, autore fra gli altri di Yeti (Coconino Press/Fandango) dedicato alle storie di un gruppo di immigrati parigini. Si parla di diritti negati, di storie di partenze e abbandoni e ferite, di sans papiers e di amori spesso difficili, di radici. Anche solo seguendo i tratti vi si para davanti la ricchezza della diversità, vi è un raccontare surreale ed un graffiante, vi sono ampi spazi di cielo e graffiti di palazzi. Spazi, luoghi, immagini che entrano dentro e fanno i conti con ciò che vedono gli occhi del loro lettore, per regalare nuove chiavi per leggere il contemporaneo. Insieme. Altre risposte alla domanda di Alain.

Partendo avvolgo questo mio filo di pensieri in un gomitolo, guardo la Senna che regala un tramonto rosso acceso, sembra ricordarmi di essere forse l'altro capo del filo, acqua che poi finisce in mare, libera dai confini che gli uomini impongono. Quel rosso intanto rimbalza sui palazzi, colora case e graffiti della periferia, mondi ridisegnati ogni giorno da nuove generazioni. 

mercoledì 6 novembre 2013

Novembre di libri, diritti e calore.

Novembre di pensieri, in molte direzioni.
Novembre di diritti, con il 20 che è la Giornata Mondiale dei Diritti dell'Infanzia.
Novembre di libri, e calore.

Ma tutto questo vi lasciamo andarlo a scoprire in queste pagine di selezione da sfogliare, e nei post dei prossimi giorni.
Quanto al nostro libro del mese non poteva che essere un omaggio silenzioso: abbiamo scelto Migranti, un libro che ci ha aperto, ci ha letto, capace di far da specchio alle storie di piccola o grande migranza che ognuno porta dentro. Potremmo parlarvi della straordinaria realizzazione sulla carta che ricorda la carta amate, di come aperto ricordi l’arte messicana e al contempo metta a disposizione dell’occhio storie e intrecci da cercare, ma trama e illustrazione qui, oggi per noi, si concentrano nel rischio del confine, nello spaesamento dello straniero, nella solitudine e nel rimpianto. E in tutta la vita che porta con sé. Ecco perché è il nostro libro del mese, per tutte le vite migranti, per quelle che accolgono, per leggere ed essere letti e fare memoria, insieme.



martedì 16 luglio 2013

Rosso Tiziano


Rosso Tiziano? Rosso, fermati, semaforo rosso, questo racconta la sua prima pagina. Rosso Tiziano e voi vi trovate la foto di un semaforo, possibile? … è nuovo questo albo, appena arrivato in libreria, e, dite la verità: vi ha invitato dalla copertina con un volto di donna. Bene, siete caduti nel tranello, vi ha invitato per raccontarvi come il mondo vada gustato, annusato, visto: vissuto. Rosso da annusare, rosso da ascoltare, rosso da toccare, giocare… ma in tutto questo chi era Tiziano vi chiede? 
Tiziano, racconta Daria Tonzig in questo libro di Artebambini, era un pittore che amava i colori, "amava i verdi, fragorosi e profumati, e li mischiava coi gialli e i rossi, amava gli azzurri lontani, leggeri e pietrosi…" e cos' continuafra gialli allegri e sereni e gialli selvaggi e pelosi fino a giochi di luce, i bianchi, elencati e mostrati, ed i meri, che " conosceva lucenti, potenti e misteriosi, ma anche neri piccoli profondi e pensosi. Qual'è l'arte profonda di questo libro? L'attenzione a mostrarvi il dettaglio inascoltato. Prendete il nero: i neri piccoli, profondi e pensosi, sono quelli di una pupilla che naviga in occhi azzurro verdi, che sembra ti guardino dentro, di cui solo uno è mostrato. Poi la camera si allarga, il volto cambia, diviene inte
ro, ha occhi scuri, indagatori, si parla di luci e di ombre.
E infine inizia lo sterminato elenco dei rossi che Tiziano ha raccontato: mostrati, letti, colti in dettagli, avvicinati gli uni agli altri come tessere di un mosaico. "Tiziano però sapeva una cosa: per gustare appieno un colore è bene metterlo in mezzo agli altri. Come la nota di una musica." 
E allora non siamo più solo in un libro d'arte che racconta alla fine i diversi tipi di rosso e li elenca e li fotografa, non siamo solo nella vita di Tiziano, siamo in un qualcosa che va al di là. 
 Siamo nella sua visione della vita, fatta del guardare un qualcosa per quello che è, diverso da qualsiasi altra cosa, e regalargli lo stupore che merita, e allo stesso tempo per sapere che va combinato e vissuto per avere quel valore. Come una cosa bella, se vissuta davvero. 
Guardi quel qualcosa, un colore, un particolare, il riflesso dei capelli o di uno sguardo e solo se ne senti tutto quello che contiene, se ti racconta quella nota di musica, lo stai vivendo davvero. Così si parte dal riflettere su tutto questo anche da bambini, con quel punto fermo che ci riguarda e citiamo spesso della Pacovska, quando scrisse che "gli illustrati sono la prima galleria d'arte del bambino, e con quella frase citata eppure ancora attuale della letteratura per adulti, quando un idiota sostiene che "La bellezza salverà il mondo". Con tutto quello di per nulla buonista e di profondamente rivoluzionario che può sottendere, con tutto l'impegno che richiede.
Allora, quella che all'inizio era una domanda, un punto di domanda sullo sfondo rugoso e vibrante di un muro, diventa in chiusura la pura immagine di un punto esclamativo su un drappo.
Sono rossi, lo sfondo è grigio. Sta a voi mettere in quell'esclamazione i suoni, gli odori, i sensi che un colore può solo suggerire. 
Sta a voi guardarlo davvero, a voi metterci la bellezza. 

lunedì 8 luglio 2013

Guardare, guardarsi, davvero

A volte riconosci degli occhi che ti guardano davvero, come se in te sapessero leggere tempeste e armonie.
Un bambino mi ha mostrato pochi giorni fa che chi è capace di guardare davvero sa distinguere l'unico fiore importante fra tutti, che sia su una stoffa o su un prato, come riconoscere una cosa bella nell'infinità di possibilità che ti presenta la vita. Poi puoi decidere di coglierla o di rimanere a guardarla di lontano, sapendo che in quel prato rimarrà comunque e sarà bella comunque e che a te è stata data la straordinaria possibilità di vederla. Non importa poi come vadano le cose.

Sono gli occhi di qualcuno che ti guarda e ti fa sentire di esistere, qualcuno che anche se provi a scomparire saprà cercarti.
A Dana Reinhardt non importa definire se sia un amico o un amore, lo scoprirete forse alla fine, ma è prima di tutto un incontro, che dura il tempo di un girarsi intorno e di una fuga, di uno zaino fatto, di un pezzo d'estate. Il tempo dell'imparare a volare: staccarsi dalle proprie resistenze, guardare negli occhi di un'altro e specchiarvisi. Come un tuffo in un'acqua sconosciuta. Il giorno in cui imparai a volare (Mondadori, Contemporanea) è un tuffo, un respiro sospeso, un salto verso un luogo forma ignoto come racconta la copertina di Ottavia Bruno. Un'acqua che si lega a una leggenda, che ha un potere, sia anche solo quello di aver fatto incontrare i due personaggi, aver fatto in modo che i loro occhi si riconoscessero.

Come accade nel tuffo de Il Nuotatore, il ragazzo uscito dal doppio sguardo di Paolo Cognetti e Mara Cerri che si muove fra le pagine di un nuovo Orecchio Acerbo.
Si muove nella profondità questo ragazzo, dove due sguardi si incontrano per guardarsi davvero, non ci è dato sapere a chi appartengano gli occhi che incrocia, si intuisce che possano essere quelli dello scrittore, adulto, che guarda il ragazzo che si muove sulla pagina, dopo essere uscito dai suoi pensieri. 
Eccoli gli occhi che si incrociano: <<”Hai ancora paura?” –gli domandai –“Hai ancora paura?” –rispose lui”>>. Un albo per giovani-adulti e per adulti-giovani che parla di coscienza di sé, di autenticità; lascia intuire che il nostro doppio siamo ancora noi stessi, e che il non incontrarlo ci risparmia la paura ma ci rende soli. Un libro che ti colpisce alla prima occhiata furtiva, ti stupisce alla seconda lettura, ti fa smarrire tra le sue risonanze alla terza, e non ti abbandona più quando leggi nelle ultime due pagine –racconto nel racconto- di come Paolo e Mara ne sono emersi.
E ritorni in uno sguardo, tanto da sentirti ospite, non voyeur. Come se in questo privato carteggio che racconta tu possa sapere solo una parte dell'emozione di quel guardarsi, ma quella sia un'emozione che a te, lettore, è regalata, perché tu possa essere parte di tutto questo. L'intimità dell'amicizia è poi cosa altra, ma quel carteggio suona come essere parte in un segreto. Un segreto che racconta che quando ti guardi davvero possono accadere cose che hanno dentro l'incanto.

venerdì 5 luglio 2013

D'estate libri all'ombra di un albero...



Estate,
tempo di mare, di prati, di ombre d'albero.
è ricca come vi auguriamo
con bambine ridenti che corrono a piedi nudi,
con treni da prendere,
 con spiagge magiche e oceani straordinari.

Geografie del fantastico per perdervi nelle rotte della vostra estate.



Qui per portarvela in tasca: portolano.
Qui sotto per leggerla on line.


mercoledì 22 maggio 2013

Ciao Roberto

"Se tendi bene l'orecchio,
continuerai a sentire la mia voce 
nel mormorio del vento, 
nel fruscio delle foglie,
nello scricchiolio della sabbia sotto i piedi.

                                   E non mi dimenticherai...

La morte, piccolo Chaka, 
è un vestito che tutti indosseranno. 
(...) più tardi, piccolo Chaka, quando avrai la mia età,
sarai tu a raccontare a tuo nipote
le storie di Papa Dembo.

Allora, da dove sarò, riderò di felicità."


la prima volta che abbiamo parlato di questo libro hai detto che aveva il migliore dei finali, 
facendo l'occhiolino.

Ridi, Roberto.
Noi continueremo a raccontare.

domenica 5 maggio 2013

Fra i rami di maggio e l'erba alta

Con i fiori del melo, ecco apparire anche la nostra selezione di questo maggio.

Il nostro libro del mese si racconta con questo fiorire, con la pazienza di una primavera che sembra arrivare testarda nonostante le piogge, con gli sguardi che spaziano in un cielo dopo il temporale.

Come il dente di leone, soffiate su queste pagine, prenderanno il volo nuove storie, se volete farle atterare sulla vostra scrivania potete provare a soffiare da qui.

 O decidere di ancorarvi da qui a queste storie, e tenervi aggrappati a questo piccolo stelo per scoprirle... buona lettura.

lunedì 29 aprile 2013

"Capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci"

"Capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci"
La frase è di Tina Anselmi, donna della storia d'Italia, partigiana.

Una partigiana di nome Tina, A.Roveda, CoccoleBooks




La leggi in questi giorni dal 25 Aprile al 1 maggio e ti verrebbe da dire che andrebbe messa da qualche parte, incorniciata o scritta su un muro, appesa allo specchio del bagno.

Fa pensare a tutti quei volti che hanno sfilato nei giornali in questi giorni, ti fa chiedere  quanto pensassero al loro esistere davvero, fatto di azioni e responsabilità, nel mondo.

Esserci, per leggere, che è un modo per dire ascoltare.
Esserci, per le cose in cui credi,
per chi ami.
Esserci, per te stesso, per non limitarti solo ad appassire.

Allora viene da darvi un pezzetto di  libro per ognuno di questi esserci:


Ascoltare

“Se un tizio comincia a raccontarmi qualcosa e mi convince, resto con lui anche se il suo libro ha cinquecento pagine. Quando leggi, qualcuno è lì con te a raccontarti delle cose. E se quel qualcuno ci sa fare, o almeno si impegna, lo ascolti. Non ho bisogno che mi raccontino cose dell’altro mondo. Nascere, morire, la rabbia, le cose belle, le cazzate di questo mondo sono sufficienti"
Voglio essere punk, Belén Gopegui , Atmosphere Libri



Amare

" “È vero” ha detto. Mi guardava dritto, e così gli ho visto socchiudere un po’ gli occhi. “Sono innamorato di te, e non sono il tipo da a negare a me stesso il semplice piacere di dire cose vere. Sono innamorato di te, e so che l’amore non è un grido nel vuoto, e che l’oblio è inevitabile, e che siamo tutti dannati e che verrà un giorno in cui tutti i nostri sforzi saranno ridotti in polvere, e so che il sole inghiottirà l’unica terra che avremo mai, e sono innamorato di te."
 Colpa delle stelle, John Green, Rizzoli



Non appassire

 "Nonno mi faceva sempre sentire al sicuro (…) Era astuto, lui, una vecchia volpe argentata. Stava ritto in piedi alto e fiero, mi diceva sempre che non possedeva niente se non la sua dignità e non intendeva cederla a nessuno. "
Il pianeta di Standish, Sally Gardner, Feltrinelli.



Esserci/1

E qui basta la copertina, basta una piccola mano appoggiata: perchè questo libro racconta vita, presenza e speranza. Parla dell'esserci per l'altro, riesce a farlo anche senza leggerne il testo, con la sensazione di uno stare bene insieme che è appagante solo a guardarla.
L'eco, Alessandro Riccioni e David Pintor, Lapis.




 Esserci/2 la voce di Tina, da cui avevamo iniziato.

La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati, attraverso la responsabilità di tutto un popolo.Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. E’ giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. E’ tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. E’ pace.”

 

lunedì 15 aprile 2013

Vita segreta

La primavera sembra arrivata, la terra lenta si asciuga, gode del sole atteso di questi giorni. Sembra assumere un nuvo colore, raccogliere quelle promesse attese e inattese. Svelare segreti. Quali? Nascono ovunque, anche nel posto più addomesticato del mondo, l'orto, se fate un giro vi trovate sorprese inattese. Magari delle biete, rinate dopo il gelo dell'inverno. Magari dei narcisi, spuntati in un luogo nuovo dopo che lo scorso autunno, inconsapevoli,  ne avete ribaltato i bulbi prima di far riposare la terra.
A volte ci si sente come Mary quando segue il pettirosso ne Il giardino segreto, non trovate?
Scoprire colori e vita dove sembrava non esserci più nulla.
La lezione della terra alla vita degli uomini.
Regali gratuiti.
E risposte che hanno sapore se a quei regali si risponde con la cura.
Come la cura che ha un essere umano per un'altro.

Lo sguardo complice di due persone. Lo sguardo complice di un amore. Lo sguardo complice di un giardiniere o di un contadino alla terra.
Pochi mesi fa a un mio vecchio compagno di scuola è morta la persona con cui per una vita aveva lavorato a curare,  innaffiare, coltivare. Quando ho chiesto, dopo una lunga chiacchiera, come stava mi ha guardato, gli occhi pieni dello stupore del mondo. Non è poesia, non saprei come altro descriverli. Mi ha guardato e mi ha detto: "ci sono le nuove piantine da curare. "
Questo. La vita continua. Nonostante? No, continua perchè tutto quello era quello che avevano creato insieme  Le cure, le mani che si muovono a raccogliere.
Lo vedete anche voi no? in questi giorni di pioggia sono stati  i fiori dei bulbi a ricordare che comunque la primavera era in arrivo. Siano quelli che nascono nei boschi e ci fanno ritrovare distese azzurro violette di crochi, siano tulipani piantati e fioriti in una storia, come quella di Rose e Hyacinthe, in Una storia d'amore - due vite legate dai fiori di François Morel e Martin Jarrie, edito da Salani.

La vita si insegna anche così, così lo racconta uno dei loro nipoti.

Così lo racconta Sofia in questo ultimo germoglio di Babalibri, La vita segreta dell'orto di Gerda Muller.
E' questo libro che ha dato la vita a questo post.
Vedere Sofia che impara, conosce, raccoglie. Vedere Sofia e lo sguardo d'intesa con il nonno che le racconta, le tramanda, tutto questo. Vi sono cure come l'affetto che non possono essere solo lette, qualcuno deve insegnarti come raccogliere una pianta senza strapparle le radici, come curare e quanta attenzione darle, perchè non sia troppa ne troppo poca.
Nell'orto impari radici, equilibrio.
Gerda Muller ci ha abituato ad essere portati per mano a scoprire, come un bambino. Non a caso quello che riporta in ogni sua intervista è questa frase.
 «Quando lavoro sola nel mio studio sento la presenza di un bambino che mi guarda e spesso mi guida. È per lui che lavoro.».

 

giovedì 11 aprile 2013

Aprile, migrano libri e sogni

“Una bella mattina, al risveglio da un sogno agitato, il poeta Attar si accorse di essere un’upupa... “
Un dolce inizio per una fiaba che è poesia e celebrazione del mondo dei sogni. Questi diventano reali con semplicità e diventano luoghi concreti grazie a una sapiente quanto efficace narrazione. Il testo è ispirato a un componimento persiano del dodicesimo secolo e i versi di Farīd al-Dīn ‘Attār permettono a Peter Sìs di realizzare un libro unico, come solo i grandi illustratori sono in grado di consegnarci.

Questo è il nostro libro del mese: La conferenza degli uccelli, di Peter Sìs, edito da Adelphi.

Amate le sue tavole? Sìs è un uomo generoso, sul suo sito trovate una sezione games, dalla quale stampare giochi e labirinti. Per poi perdervi nel sito e scoprire qualcosa di più del suo lavoro.
Non solo, è anche il vincitore nella sezione illustratori dell'ultimo Hans Christian Andersen Awards, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali per la letteratura per l'infanzia.

Ma trovate anche i libri di una nuova e bella nascita: la casa editrice Minibombo. Uno in particolare, fra i libri in catalogo, Il libro bianco lo trovate raccontato nella nostra selezione, e potete scegliere anche di provare a giocarci su una piccola pagina pensata solo per questo, provate? Partite da qui.

Qualche altra novità? Guardate qui sotto.. certo non potrà sfuggirvi il seguito di Per sempre insieme Amen (uno dei nostri libri del mese dell'anno scorso), due novità di Jutta Richter e Eva Ibottson e poi il libro  La bambina, il cuore e la casa che è valso a Maria Teresa Andruetto la vittoria  nella sezione autori del Hans Christian Andersen Awards, lo stesso di Sìs. La giuria internazionale ha premiato la maestria con cui l‘autrice argentina ha saputo
creare libri delicati, profondi e poetici, nella estrema varietà dei temi affrontati, come recita il sito italiano del premio.

Ed ora? Buona lettura!
Leggendolo di seguito o scaricandolo da qui.

venerdì 5 aprile 2013

Chiudete gli occhi, accendete i sogni.

Bologna, la Fiera del Libro.
Bologna è un ricordo, una settimana passata, ormai: nel mezzo un po' di pioggia, rami d'ulivo, pensieri ridenti e cioccolata, per ognuno in modo diverso (cosa? la cioccolata o i giorni? entrambi forse per ognuno di voi avranno avuto gusti diversi).
Bologna però lascia un sapore in bocca che gusti nei giorni successivi, le sensazioni di mancanza di visi e cose belle, le chiacchiere fatte, le mostre.. e quanto l'editoria si regala a chi invece non è potuto venire. Che sapore e che regali? quelli che trovi, giorno per giorno, quando compaiono in libreria quelle copie che prima di quei giorni non avevano fatto capolino dagli scatoloni.
Ad occhi chiusi peschi quel libro che non vedevi l'ora di sfogliare.
Eccolo.
Ti si presenta in mano con la promessa di regalarti qualcosa di magico: sogni.
Già ne avevate sentito parlare, che sia stato l'inserto de La lettura del Corriere, o un'amica da un corridoio della Fiera, o perchè  avete letto che Isol, l'eccezzionale illustratrice e autrice argentina che lo ha ideato,  ha vinto a Bologna  l' Astrid Lindgren Award 2013. 
 Solo che ora eccolo, è fra le vostre mani.
Notturno. Ricettario dei sogni, recita il titolo. Logos. Ricettario che è un misto fra il ricettario di cucina e quello medico, sapore e cura, la possibilità di essere messo sul comodino e sfogliato come un calendario da tavolo.
Voltate il libro, potrete leggere questo:

La ricetta per fare sogni sempre diversi è molto semplice:
1. Scegli dal libro il sogno che ti sembra più interessante per questa notte, in base al
titolo e all’illustrazione.
2. Prima di andare a dormire lascia il libro aperto in corrispondenza dell’immagine prescelta,
sotto una luce forte (il sogno è come le falene e adora avvicinarsi alle sorgenti
luminose quando nessuno lo guarda). Lascia passare almeno cinque minuti senza
fare troppo rumore per non spaventarlo.
3. Posiziona il libro in modo da poter vedere l’immagine dal tuo letto.
4. Spegni la luce!
5. Vedrai la traccia luminosa che il sogno ha lasciato sulla pagina. Guardalo quanto ti pare, poi chiudi gli occhi e seguilo nel suo nascondiglio.

 Chi potreste incontrare poi in quei sogni? Certo può capitarvi di sognarvi ad abitare con un'amica, di camminare con una persona amata, di salire sull'autobus... Possono custodire i vostri incubi o il vostro cuore, e come ci hanno da poco ricordato fra pagine divertenti Barrie in Peter Pan faceva dire a Campanellino: “Conosci quel posto tra il sonno e la veglia, il posto in cui ricordi ancora quello che stavi sognando? È lì che ti amerò per sempre”.
Il per sempre dei sogni è un tempo si ferma, a volte si entra senza essere stati invitati, altre volte, invece, vi si incontrano quei personaggi che fanno magica la vita.

 Come il ballerino del silenzio.
Immaginate che l'uomo in frack di Modugno prenda vita in un illustrato, e balli nel silenzio della notte.

Immaginate di entrare nel sogno
con qualcuno che vi dice

"Non c’è mai una notte uguale all’altra.
E ogni notte che si rispetti può riservare sorprese.
E di notte, nel silenzio… c’è qualcuno che non dorme, perché deve ballare."



Si muove grazie alla penna di Ivo Rosati e al lavoro di Irma Gruenholz, si muove nel catalogo di Zoolibri. Ricorda il personaggio che gira intorno ai concerti de La ragazza col violino, e i quei concerti di musica classica all'aperto cerca il suo Valzer Trillo, balla ad ogni musica in attesa di titrovare quella che gli aveva toccato il cuore.
E il ballerino del silenzio?
a lui serve il silenzio profondo, quello difficile da sentire
un silenzio che ogni volta va cercato con cura

Solo nel silenzio sente la musica vera.
 
danza elegante, regale, maestroso,
felice e rapito ad occhi chiusi 
spicca dolci balzi di gioia 
volteggia come avesse le ali.
chissa cosa pensa? chissò cosa vede?


Vorreste vedere anche voi cosa vede? 
vorreste vederlo ballare? 
Shhh.....
Piano, piano,  
solo il  fruscio delle pagine ora vi accompagna, entrate
Lo spettacolo sta per cominciare.